la favola di IO

4 Luglio 2007 Commenti chiusi


in principio fu IO. IO era molto capriccioso, volubile e pensava sempre e solo a se stesso. Qualsiasi cosa IO volesse riusciva in qualche modo ad ottenerla e poco importava quale fosse il prezzo da pagare, tanto IO non doveva rendere conto a niente e nessuno per le sue scelte o le sue azioni. Tutti potrebbero pensare che IO fosse felice ed IO stesso era convinto di esserlo. Ma qualcosa non andava ed IO lo sapeva bene, perchè doveva inventare capricci nuovi e voglie sempre diverse per colmare qualcosa che non sapeva descrivere. Un giorno IO, stanco di quella vita, decise di mutare in NOI.
NOI non aveva tutta la liberta’ di IO, non poteva fare tutto cio’ che gli pareva e piaceva, non poteva soddisfare tanti capricci, ma doveva sottostare a certe semplici ma immutabili regole. Le regole stesse non stavano scritte da nessuna parte, ma si scoprivano pian pianino giorno dopo giorno, con tutte le conseguenze del caso. Nonostante la vita di NOI avesse meno libertà, piu’ regole, NOI era molto più felice di IO, ma ancora qualcosa mancava e NOI non si dava pace.
Un bel giorno NOI diventò LUI e niente fu piu’ come prima. LUI era capriccioso, egocentrico, faceva escrementi di continuo, voleva pannolini feschi e puliti, bisognava lavarlo spesso, urlava la notte e restringeva ancor di piu’ quel minimo di liberta’ che NOI possedeva… E la cosa piu’ strana ed assurda di tutta questa storia è che nonostante tutto l’inferno che LUI combinasse, finalmente NOI conobbe il vero significato della parola FELICITA’

vuoto

22 Aprile 2006 8 commenti

Mi sento così, dopo aver gettato alle ortiche troppe storie, troppe persone in cui credevo, deluso ed amareggiato. Avevo bisogno di una scossa reale alla mia vita, qualcosa di concreto che non fossero solo parole, volevo vivere qualcosa che mi rimanesse dentro, perchè in certi attimi hai necessita’ di provare il calore umano di chi ti sta accanto e non riesci a contentarti di una voce al telefono. Mi sarebbe bastato anche solo un giorno, ma un giorno che avrei voluto passare con qualcuno che avevo dentro. Mi dispiace sentirmi gettato via da tutto e da tutti e forse me lo merito, perchè chiedo troppo e non riesco mai a contentarmi di cio’ che ho. Perchè voglio vivere le persone fino in fondo e non mi bastano le parole.
Voglio svegliarmi la mattina con la persona che ho amato la notte ed amarla ancora finchè non mi sono saziato di ogni sua carezza ed ogni suo bacio. Non riesco piu’ a contentarmi di storie a meta’, sono fatto male lo so, ma voglio qualcuno che possa vivere con me, anche se non sara’ facile trovare una compagna così.

Riposo

15 Febbraio 2006 18 commenti


In questi giorni sono stato parecchio tempo in ospedale, ho girato per le varie corsie, guardando stralci di umanità nei loro piccoli e grandi drammi esistenziali. In quella stanza ho conosciuto una coppia di vecchietti. Non sono persone raffinate, non hanno neanche la terza media, coltivano la terra e vivono una vita semplice. Lui aveva avuto l’ennesimo attacco al cuore ed era costretto in un letto troppo grande e scomodo per le sue stanche spalle. Lei aveva occhi grandi, non penso che fosse stata bellissima da giovane, eppure quegli occhi riuscivano a parlare senza bisogno di parole. L’ho vista passare notti sane, a quell’età su quella scomoda sedia di metallo, l’ho vista dormire seduta, ma la cosa che più mi ha colpito è stata vederli dormire ogni volta all’unisono. Dormire è una parola grossa, direi più spegnere gli occhi, visto che è questa la sensazione che mi trasmettevano, quel riposo senza sogni, tanto lieve che basta un bisbiglio per romperlo. Quel che ho realmente visto non so cosa sia, ma di certo erano due persone che nonostante l’età avanzata, nonostante i tanti anni insieme, non riescono a vivere l’uno senza l’altra. In un tempo in cui le coppie si rompono per stupidaggini, in un era in cui matrimoni e divorzi si alternano, vedere tanta dedizione verso l’altro perchè lui è tutta la tua vita, mi ha fatto capire cosa intendo io per amore.

Forse per questo sono e resto ancora single.

un grande vuoto dentro e fuori di me

22 Gennaio 2006 3 commenti


Continua a piovere, tra queste mura che hanno perso ogni colore e forma, piove tra questi occhi ingrigiti dal pianto, piove e porta via tutto quanto. Ubriaco di voglie e sensazioni, a volte mi illudo di vederti negli occhi delle donne che incontro per strada, nelle immagini di cartelloni pubblicitari, mi illudo che tu possa cercarmi in qualche modo.
Non so dove sei, lontana dai miei occhi, lontana la tua voce, ma sempre vicina ai questi pensieri che non riescono a darsi pace. Ho paura di sapere ma allo stesso tempo vorrei anche esser li accanto a te a combattere insieme, come è capitato in passato e come vorrei fosse sempre.
Dove sei ? Mi manchi da morire … torna presto

persone speciali

14 Gennaio 2006 3 commenti


Le persone speciali sono quelle che sorridono quando il mondo gli crolla addosso, quelle che non saprai mai quando tutto va male. Quelle difficili da capire, perchè ci sono troppe cose di loro che non vedrai mai (o che non vuoi vedere). Tutti abbiamo dei problemi, chi più e chi meno gravi, è facile esser egoisti e credere che le stupidaggini di tutti i giorni possano essere dei mali incurabili. Troppo facile credere di star male per qualcosa che in fondo non mette a repentaglio la tua vita, chiudersi in uno stupido ed infantile egoismo per qualcosa che neanche sfiora la tua anima.
Detesto le persone che dicono troppo facilmente ti amo, sono le stesse che pensano troppo a se stessi mentre magari chi sta accanto fa sacrifici disumani senza esser capito. Credono di saper il vero valore della parola amore, ma non lo hanno mai saputo, troppo indaffarati a pensar a se stessi, si credono sensibili, ma non hanno neanche idea di cosa voglia dire sensibilita’. L’amore non è il regalo grosso, non sono le parole, non sono le notti di sesso quelle sono cose troppo facili … l’amore è SACRIFICIO, ma non sacrificio perchè DEVI farlo, ma SACRIFICIO perchè sei pronto a tutto per una persona. Amore è riconoscere i propri errori mettendo a rischio la propria vita, amore è saper perdonare perchè non puoi vivere senza una persona e non parlo di cazzate come una bugia o una cosa che possa farti cambiare idea su chi ti sta accanto, io parlo di perdonare cose serie. Ho visto gente perdonare assassini, per amore, ho visto donne perdonare uomini infedeli per amore, ho visto uomini perdonare la donna che amavano dopo che era fuggita per 5 anni da casa, ho visto amici perdonare chi li aveva messi sul lastrico, ho visto famiglie perdonare chi ha (senza colpa) ucciso il padre di famiglia … questo è vero amore, non una parola troppo facile da pronunciare. Queste persone non meritano le “persone speciali”, perchè non hanno sentimenti veri, non sanno neanche cosa voglia dire provar sentimenti. Esser sensibili non sono le lacrime facili, quelle sono solo segno di INFANTILISMO! i neonati piangono, le persone adulte sensibili affrontano i problemi e li superano spaccandosi il cuore, non hanno bisogno di piangere davanti agli altri per farsi vedere. La sensibilita’ la vedi quando una persona sta male e ti fai in quattro anche se la odi, per aiutarla, solo perchè in passato le volevi bene o perchè ti fa star male saper qualcuno soffrire.
Per questo ora soffro, per questo silenzio dilaniante che le persone che usano troppo facilmente la parola amore non capiranno mai. Perchè so cosa puo’ celare il silenzio, perchè ne ho paura, perchè voglio bene a chi c’e’ dietro questo silenzio e non mi so dar pace. Perchè vorrei esser li vicino, a tenere la mano o a dar parte di quel calore che la mia persona speciale si merita, in un momento in cui ti accorgi di aver davanti i VERI problemi della vita, quelli che ti lasciano davvero delle profonde cicatrici in fondo all’anima.

il post precedente

5 Dicembre 2005 13 commenti


Il post precedente non era un post di Perseo, perchè non l’ha scritto Perseo. Ho detto più volte e piuttosto chiaramente che Perseo non esiste più e questo blog comincia a non rispecchiare quella parte di me che gli ha dato vita. In realtà non è neanche tutta mia quest’accozzaglia di lettere sparse che chiamano blog, perchè ogni parola che vi ho riversato nasceva e cresceva per un sentimento che provavo verso una persona a me cara. Una donna a cui voglio tanto bene, per cui ho provato un sentimento molto profondo, ma con la quale più e più volte ci siamo trovati davanti alla parola fine.
Non è facile passare le notti da solo, quando prima non c’era momento che non si passasse insieme, a parlare di niente, a raccontarci, infiniti momenti tra risate e passione. I sabati e le domeniche da solo sembrano non finire mai, mentre prima volavano senza che me ne accorgessi. Tutto cambia, il mondo muta, l’amore si trasforma in qualcosa che è difficile da descrivere. Questa solitudine, pesante ed opprimente allo stesso tempo ha fatto nascere il post precedente. Quella segretaria non è mai esistita da nessuna parte se non nella mia fantasia. Non è una persona reale, perchè non provo tali sentimenti per nessuna ragazza che abbia visto, incontrato o che frequenti l’ufficio dove lavoro. E’ un idea, l’idea di trovare una persona in grado di suscitare in me tali fantasie. Quel che vorrei far capire alle poche persone che passano per queste pagine, che hanno intravisto uno squarcio dentro il mio animo, che forse hanno voluto guardarci dentro (degli altri non mi interessa proprio nulla)… è che questo blog non mi appartiene più, io non sono più Perseo o almeno non sono la stessa persona che ero quando ho cominciato a scrivere tra queste pagine. Come ogni bella cosa c’e’ un inizio ed esiste una fine, questa potrebbe essere la fine di questa avventura insieme. Ma non voglio cancellare tutto, per poter tornare un giorno a leggere le cose che scrivevo e rivivere, attraverso quelle parole, le sensazioni uniche che una persona, a cui voglio un bene dell’anima, mi ha donato. C’e’ un’altra ragione per cui non cancellerò questo blog ed è una speranza, la speranza che un giorno Perseo possa rinascere e tornare a scrivere e cantare il suo sentimento per la donna amata. Una fiaba che si rispetti ha sempre il suo lieto fine, no ?
Forse aprirò un’altro blog che parli di me, di quel che sono adesso, forse non ne aprirò mai più uno del resto non credo che la mia vita sia tanto interessante da necessitare di essere raccontata a tutti, forse sarà più bello leggervi da fuori. Non mi è mai piaciuto stare al centro di un palcoscenico, ho sempre preferito essere un puntino anonimo che guarda il mondo da lontano.
Un bacio a tutti voi compagni di avventura.

la segretaria dell’ufficio accanto

2 Dicembre 2005 4 commenti


La guardo mentre lavora, con quella giacca attillata che le si modella addosso come se fosse una seconda pelle. Per altri forse non è un granchè, ma io non riesco a toglierle gli occhi di dosso. Fisso ogni istante nella mia memoria cercando di conservare ogni particolare, la dolce curva della schiena che mi fa impazzire, occhi color del miele, quella silouette a dir poco perfetta. Osservo l’attaccatura del collo immaginando di baciarla risalendo lentamente dalla base fino al lobo, per poi dedicarmi all’orecchio. Esplorare ogni centimetro della sua pelle con le mie mani, una voglia sempre più forte nasce attraverso i miei occhi e pian piano si dipinge sul mio corpo. La voglia di sentirla pelle su pelle, avvinti, così vicini da confondere i respiri, voglia di sentire di appartenere a qualcuno.

ti amerò ma non per sempre

28 Novembre 2005 6 commenti


Ancora una notte da solo, avvolto da un opprimente silenzio. Niente tv, sono stanco di vedere donne siliconate senza cervello parlare di aria fritta e di uomini senza cervello che parlano di calcio, lo sport non si parla, ma si fa. Non so neanche capire cosa diamine vorrei, forse è solo cambiare il ritmo alla mia musica interiore o riuscire a smuovere il mondo per far entrare lui in sintonia con me. Ma meglio non trascinare altre persone in inutili vortici mentali senza senso, piuttosto, oggi ho letto una frase che mi è piaciuta molto :

Amore mio…non c’è niente che sia per sempre,lo dicono anche gli Afterhours.Ti posso giurare che ti amerò più che posso, ma non per sempre.Ecco.Ti amerò a intermittenza. Come fanno tutte le coppie del mondo. Qualche giorno di più, qualcun altro di meno. Qualcuno per niente. E qualche volta mi capiterà di odiarti.
Non sarà mai un amore insistente come la pioggia che fa uscire le lumache. Ma sarà un amore vero. E se comunque vuoi che ti dica che ti amerò per sempre, lo farò. Perchè ti amo. Ma non per sempre

Ecco … forse è così che intendo io l’amore. No … ci ho ripensato io ho tutt’altra idea, ma c’e’ qualcosa che mi ci avvicina.

Mors Principium Est

24 Novembre 2005 9 commenti


Stanotte ho fatto un brutto sogno, uno di quelli che ti fanno riflettere e ti costringono a fare un po’ il punto della tua vita. Ho sognato di morire, ma non è questo che piu’ mi ha turbato, perchè nel sogno sono morto senza soffrire, serenamente. Come fantasma, giravo per le case andando a trovare le persone più care, rammaricandomi di non aver fatto questo o non aver fatto quello. Penso agli amici che non ho mai voluto perdonare a quelli che ho perso di vista, alle persone che mi sono lasciato dietro le spalle a quelle che non ho mai voluto realmente conoscere. Ma non è stato neanche questo che mi ha turbato, quel che ho veramente sentito è di non aver ancora realizzato nulla di ciò che vorrei fare nella mia vita. Quel che veramente mi manca, forse è proprio un figlio. Ho sempre voluto, in cuor mio, stringere tra le braccia una mia creatura, penso che diventerei totalmente scemo in quel momento. Il vero problema non è stato mettere al mondo un figlio, perchè le occasioni in passato ci sarebbero pure state e non ho mai temuto l’eventualita’ anzi! Il vero problema è trovare la madre di un figlio, perchè non è facile incontrare quella persona che mi piaccia e che sia in grado di convivere con me e con il mio umore ballerino. Uff … e cmq mi dispiacerebbe morire senza aver vissuto mio figlio o mia figlia, sarebbe una presa in giro ancora peggiore.
Qualcuna disponibile ?

stella stellina

21 Novembre 2005 4 commenti


Vivo fuori città, in una casa un po’ dimenticata dal mondo, tanto che a volte, come stasera, capita che manchi la luce stradale. Sono stato in balcone, con addosso un mantello di tenebra che mi riparava da ogni sguardo. Sono rimasto senza fiato per quante stelle c’erano. Ho acceso un incenso e mi sono sdraiato sulla sedia, mentre lo stereo urlava, con la voce di dave gahan, l’inno al silenzio. Ieri ho sentito Valentina, è strano come il tempo riesca a cancellare i cattivi ricordi lasciando solo certe sensazioni e certe emozioni dentro di te. Ricordo ancora quanto mi batteva forte il cuore la prima volta che l’ho baciata, ricordo profumo della sua pelle, saprei riconoscerlo tra mille, ricordo quella bocca che sapeva di fragole mature, dolce come miele sciolto, ambrosia che scivola dentro di te inebriandoti e facendoti girare la testa. Non la amo più, non provo più alcun sentimento nei suoi confronti e sono certo che non potrei mai tornare con lei, siamo troppo diversi, anche se ci ho messo tanto, forse troppo tempo per capirlo. Lei è la moda, la macchina costosa, l’oggetto firmato, il regalo costoso, il locale chic … io sono quello che si veste solo perchè fa freddo, sono quello che indossa la prima cosa che capita, giro con qualsiasi mezzo di locomozione basta che mi porti dove desidero, ad un locale preferisco una serata con gli amici più cari, parlando di niente, ma raccontandoci con ironia a casa davanti ad una pizza. Io non sono una firma, io decido cosa mi piace e non permetto ad uno stilista finocchio di stabilire cosa debba indossare e, soprattutto, non sono fatto per persone che pesano l’affetto con la moneta… i regali piu’ belli che abbia mai ricevuto sono quelli che non sono stati comprati.